Cose da non fare con una newsletter

Le cose da non fare con una newsletter sono poche.

Poche, ma importante disse in Dottor Site e Mister Web in lui e continuò tramite Site: “L’importanza di questo strumento interattivo nel marketing digitale è fondamentale tanto da permette di creare un ponte interattivo diretto e intimo con il cliente”.
Web dal canto suo sembrava essere particolarmente sarcastico quel giorno e il contrappunto risuonava nella testa di Site così: “Sempre se il cliente lo voglia! Naturalmente, al contrario, verrete cestinati subito se gli rompete i coglioni non vi perdonerà. Qundi attenzione!”

Il dottor Site contrapponeva a quel pensiero, parole ancor più misurate al suo pubblico: “L’azienda deve cercare di fidelizzarlo per proporgli offerte commerciali a supporto dell’integrazione dei servizi post vendita con l’iterazione di servizi o prodotti aggiuntivi.
Naturalmente vi sono diverse cose da compiere e altre da non fare”.
Site: “Le cose da fare sono poche ma indispensabili.
Bisogna essere propositivi, cioè dobbiamo offrire un miglioramento delle cose già poste in essere con il cliente, come, un’ offerta migliorativa del prezzo o delle condizioni di servizio, con promozioni generali o addirittura finalizzate a quell’ unico cliente.
Oppure proporre nuovi prodotti utili ad una fascia della nostra clientela, sempre con promozioni ad effetto e di breve scadenza.
Tutto questo senza bombardare il cliente di e-mail ripetute o stravaganti, tali da essere ritenute o percepite da lui come un disturbo o, ancora peggio, tali da essere cestinate subito senza nemmeno prenderle in considerazione.
Non c’è dubbio che una bella grafica e molta cortesia aiuta, ma ancor di più aiuta, presentare al meglio il vostro prodotto con un bel video che spiega l’utilità della vostra proposta.
La vostra proposta deve essere sempre ben coordinata ed avere tutte le garanzie del caso. Cercate di fare sempre ben capire al cliente che tutto è condotto seriamente e senza secondi fini che non siano quelli già esistenti tra voi ed il vostro cliente”.
Web: “Cose da non fare mai pena la rottura del rapporto con il clinte.
Tempestare il cliente di e-mail. Proporre eccessivi sconti e offerte non credibili.
Non far coincidere le offerte personali con offerte generali poste in essre anche tramite mezzi fisici di pubblicità off-line. Se è possibile non mischiare promozioni on-line con quelle off-line, ma cercare delle sinergie che non creino confusione nei clienti.

“Ma come?… Mi propone offerte migliori dei saldi, e fuori stagione!?” Oppure… “Strano che questi oggetti siano così a buon prezzo, si vede che sono fondi di magazzino o cose con garanzie scadute”.
L’utilità di questo strumento sta nella sua efficacia comunicativa ed in quella interazione che si instaura con il cliente, tanto da permettere di creare un ponte mediatico importante che avvalora un rapporto costruito nel tempo.

La potenza dell’offerta sta nel ricordare al cliente l’utilità dell’offerta stessa e attraverso una grafica accattivante sapergli trasmettere l’importanza che ha per lui quel messaggio pubblicitario che deve essere percepito inevitabilmente come tale”.

Site: “L’aggiunta della forza comunicativa di un video e di una offerta commerciale legata a quel messaggio promozionale è importante. Tanto più si riesce ad emotivare e a motivarne l’acquisto, tanto più il cliente sarà motivato a agguantare quell’offerta.
L’azione motivazionale del cliente è inevitabilmente legata a quel vantaggio e, come tale, deve essere percepita in quel preciso momento”.

Web: “Quindi il momento è importante quanto l’offerta”.

Site: “Il ponte interattivo deve essere come un filo di arianna collegato alla vendita o ad una azione che il cliente deve compiere per ottenere quel risultato.
La creazione di un coupon scaricabarile per l’interazione richiesta, sigilla quel tacito patto che deve essere per forza assolto dal fornitore del servizio, pena la perdita del cliente e la possibile lamentela sui mezzi online di comunicazione, per cui la serietà è d’obbligo per non creare casi controproducenti come il caso Group-on”.

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